Nella tarda serata del 10 giugno, l’Agenzia delle Entrate ha emanato l’atteso provvedimento del Direttore per poter presentare la domanda del CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO, di cui all’art. 25 del DL RILANCIO.


LA TRASMISSIONE DELL’ISTANZA PUO’ ESSERE EFFETTUATA DAL 15 GIUGNO AL 13 AGOSTO 2020.

Ricordiamo che il contributo spetta se il fatturato o i corrispettivi del mese di APRILE 2020 SIANO INFERIORI AI 2/3 del fatturato o corrispettivi del mese di APRILE 2019.
Le percentuali sono modulate secondo la seguente progressione:
1) 20% se  ricavi o compensi nel 2019 non superiori ai 400.000 euro
2) 15% se ricavi o compensi nel 2019 compresi tra 400.000 e 1.000.000 euro
3) 10% se ricavi o compensi nel 2019 compresi tra 1.000.000  5.000.000 euro.
L’ammontare del contributo a fondo perduto è riconosciuto comunque ai soggetti con fatturato non superiore nell’anno precedente ai 5.000.000 euro e che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019 o che hanno sede nei territori dove è stata dichiarata l’emergenza Covid-19, per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
Non hanno diritto coloro che hanno cessato l’attività al momento di presentazione della domanda.

Importante notare che il contributo non concorre alla base imponibile e pertanto non è soggetto a tassazione.

La pratica telematica è da inviare all’Agenzia delle Entrate.  Il contributo sarà erogato sul conto corrente comunicato con l’istanza, pertanto serve l’IBAN.

Chiedo cortesemente a chi ancora non ci ha fatto pervenire la documentazione contabile di APRILE 2020 di farla pervenire in Studio, in modo da poterci permettere di effettuare un controllo sulle varie posizioni e predisporre l’istanza.
Vale la pena ricordare anche le sanzioni connesse all’adempimento. Nell’istanza vi sottolineo il fatto che vi è l’autocertificazione antimafia (per evitare infiltrazioni criminali), e qualora a seguito di controllo vi sia una irregolarità, vi sono risvolti penali puniti con la reclusione da 2 a 6 anni (art.322-ter Codice Penale – confisca).
Se non si aveva diritto al contributo, oltre alla restituzione con gli interessi del contributo è prevista una sanzione dal 100% al 200%. Inoltre, in caso di indebita percezione del contributo, trovano applicazione le disposizioni dell’art. 316-ter del Codice Penale.