Le principali misure contenute nel Decreto Rilancio – parte seconda

Credito di imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda – art. 28

A CHI SPETTA
Soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori ai 5 milioni di euro nel periodo precedente (2019); spetta anche agli enti non commerciali per le attività istituzionali
A QUANTO AMMONTA IL CREDITO
60% dell’ammontare mensile del canone di LOCAZIONE, LEASING, o di concessione dell’immobile ad uso non abitativo destinato allo svolgimento dll’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico, o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.
Per l’AFFITTO D’AZIENDA è previsto il 30% dei relativi canoni.
QUALI CANONI
Si riferisce ai canoni dei mesi di MARZO, APRILE e MAGGIO
 
 
CONDIZIONI
 
NB:
1) Spetta a condizione che ABBIANO SUBITO UNA DIMINUZIONE DEL FATTURATO o DEI CORRISPETTIVI NEL MESE DI RIFERIMENTO DI ALMENO IL 50% RISPETTO ALLO STESSO MESE DEL PERIODO DI IMPOSTA PRECEDENTE;
2)  I CANONI DEVONO ESSERE STATI PAGATI;
3) NON E’ CUMULABILE CON IL CREDITO DEL DECRETO PRECEDENTE (CURA ITALIA)
QUANDO UTILIZZARLO
In compensazione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta si sostenimento della spesa o in compensazione. Non concorre alla formazione del reddito.

Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 – art. 84

Ai soggetti già beneficiari dell’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro, la medesima indennità di 600 euro è erogata per il mese di aprile 2020.

Ai liberi professionisti titolari di partita iva, alla data di entrata in vigore del presente decreto, iscritti alla Gestione Separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una COMPROVATA RIDUZIONE DI ALMENO IL 33% DEL REDDITO DEL 2° BIMESTRE 2020 rispetto al 2° BIMESTRE 2019, allora è riconosciuta una indennità per il mese di maggio di almeno 1.000 euro.

Il reddito è individuato con il principio di CASSA (come differenza di ricavi e di costi).

Domanda da presentare all’INPS, che a sua volta la manda all’Agenzia delle Entrate che la valida e poi la rimanda all’INPS, per liquidare l’importo.

Nel prossimo articolo esamineremo altre misure contenute nel decreto rilancio.

DECRETO LEGGE RILANCIO 19 MAGGIO 2020 n° 34